destinazioni slow

Destinazioni slow è un patto con l’Italia ancora ostinatamente considerata “minore”

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Un patto con l'Italia "minore"

destinazioni slow è un patto con l'Italia ancora ostinatamente considerata "minore": è un quadro di valori e, insieme, un modello di sostenibilità del turismo che fa perno sulle comunità locali, sulla dimensione dolce di provincia e sulle eccellenze rurali e produttive

Il fascino discreto dell'entroterra

L’entroterra è per gli autori il tessuto ideale per rigenerare esperienze di comunità che restituiscano senso di appartenenza e di prospettiva, contribuendo allo sviluppo locale e regionale, nonché alla competitività dell’intera offerta turistica nazionale.

Il modello strategico delle destinazioni slow intende generare - campanile per campanile - filiere integrate di servizi per residenti e visitatori, “a emozione aggiunta“.

La ricerca e gli autori

Una ricerca collaborativa di Marialuisa Angelone, Daniela Cavallo, Anna Maria Corrado, Roberto Crosti, Elisabetta Del Soldato, Maurizio Di Marco, Gaia Ferrara, Ignazio Garau, Virgilio Gay, Giulia Lascialfari, Patrizia Lupi, Paola Rizzitelli, Maurizio Rosellini, Giovanni Antonio Sanna, Gori Sparacino e Andrea Succi

Con la prefazione di Pio Di Giorgio e Carlo Macrini
Con la postfazione di Paolo Marcesini
Con l'introduzione e la cura di Federico Massimo Ceschin

Dimensioni 1397 × 185 × 2159 mm

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Living in today’s metropolitan world of cellular phones, mobile computers and other high-tech gadgets is not just hectic but very impersonal.